[...] I mafiosi sono in ben altri luoghi e in ben altre assemblee. I mafiosi stanno in parlamento. I mafiosi a volte sono ministri. I mafiosi sono banchieri. I mafiosi sono quelli che in questo momento sono ai vertici della nazione.
[...] Il problema della mafia è un problema di vertici della gestione della nazione, ed è un problema che rischia di portare alla rovina, al decadimento culturale definitivo l’Italia.
[...] Era dentro le banche che bisognava frugare. Perché lì c’erano decine e decine di migliaia di miliardi insanguinati , che venivano immessi dentro le banche e ne fuoriscivano per andare verso opere pubbliche. Io ritengo che molte chiese siano state costruite con appalti avuti da denari mafiosi insanguinati.
[...] Io ho visto molti funerali di stato. Io, dico una cosa della quale io solo sono convinto, quindi che può anche non esser vera. Ma molto spesso gli assassini erano sul palco della autorità.
[....] A mio parere tutto parte da un’assenza dello stato. Dal fallimento della società politica italiana. Bisognerebbe ricominciare da lì. Cioè, forse è necessario creare una seconda repubblica d’Italia, è tempo di creare una seconda repubblica che abbia delle leggi e una struttura di democrazia che eliminino il pericolo che il politico possa diventare succubo o di se stesso, della sua avidità, o della ferocia degli altri o della paura. O in ogni caso che possa essere soltanto un professionista della politica.
Tutto nasce da lì. Dal fallimento della politica e degli uomini politici. E della nostra struttura politica e forse della nostra democrazia così come noi l’abbiamo in buona fede, appassionatamente, costruita , e che ci si sta sgretolando fra le mani. Occorre ricominciare da lì.